Perché ho scelto di documentare la mia vita invece di far finta di avere tutto sotto controllo
Riflessioni di una ragazza che costruisce il proprio futuro in silenzio.
Ho 19 anni e non ho ancora capito come funziona tutto.
Non ho un piano perfetto.
Non mi sveglio ogni giorno sentendomi sicura di me.
Non so sempre se sto facendo la cosa "giusta".
Ma una cosa la so: sto costruendo qualcosa.
Lentamente. In silenzio. In modo imperfetto.
Per molto tempo ho pensato di dover dare l'impressione di avere tutto sotto controllo. Come se tutti gli altri sapessero esattamente cosa fare e io fossi l'unica ancora confusa.
Ma la verità è che la maggior parte di noi sta solo cercando di barcamenarsi.
Stiamo imparando.
Stiamo crescendo.
Falliamo nel privato e ci riproviamo.
Così, invece di fingere, ho deciso di documentare.
Non la carrellata dei momenti migliori, non la finta motivazione, ma il processo reale.
I pensieri fissi a tarda notte.
Le piccole vittorie.
L'insicurezza.
L'ambizione.
La silenziosa determinazione.
Questo spazio serve a questo.
Se anche tu stai costruendo il tuo futuro in silenzio...
Se non hai ancora tutto sistemato, ma ci stai provando...
Se sei in divenire, invece di sentirti già "arrivata"
Benvenuta.
Questa non è una storia di successo.
È la storia di una trasformazione.
E ho appena iniziato.
Commenti
As one who has been keeping a journal since 1975- back when dinosaurs still roamed distant places on the Earth- I applaud your desire to document your life. My only advice would be to keep track of your life details in private, but share what you learn in public (online), using a story structure. People can relate to stories. But you'll burn out (like I have in the past) by only sharing details. Keep telling us about what you have learned- and share maybe once a week or so; otherwise, process will burn you out. Cheers!